BUDO WARAKU

Waraku  和良久

和  WA che sta per Heiwa (pace)

良  RA che sta Yoku (bene)

久  KU per Hisashiku (durevole)

“In poche parole, praticare desiderando la pace nel mondo. Esiste una cosa che si chiama Kototama. La legge del Kototama si tramanda in Giappone sin dai tempi più antichi. Non è una stregoneria o un’idea filosofica ma si manifesta in forma concreta ed è la sorgente di energia che influenza tutte le cose. Il Waraku ha la finalità di realizzare una pace durevole tramite la legge del Kototama.”

Maeda Sensei


Budo 武道

Ci sono molte diverse interpretazioni di "Bu": i radicali che ne formano il kanji sono "Hoko" e "Tomeru" che significano rispettivamente "Alabarda" e "Fermo". In altre parole l'interpretazione standard è: "ferma l'uso delle armi". Questo è indicativo del concetto di "katsujin-ken" (la spada che dona la vita) esposto dalla scuola di scherma Shinkage-ryu. Secondo questo ideale la spada è usata per estirpare il male di un uomo affinché diecimila uomini possano vivere in pace. In realtà c'è ancora un’altra teoria secondo la quale Bu=marziale derivi da Bu=danza. Ciò è strettamente correlato ad antiche religioni nelle quali venivano usate danze rituali per ingraziarsi gli dei. In questo senso "Bu" poteva riferirsi a rituali religiosi o dimostrazioni di arti marziali e danze con spada (kenbu) che vengono eseguiti nei templi sino ai nostri giorni. É difficile dire quale di queste tre interpretazioni sia quella corretta, ma ciascuna è rappresentativa di diverse caratteristiche che le arti marziali hanno avuto in diversi periodi.

(Storia del Kendo p.2 di S. Toshinobu Pag. 1/3)


Taisen Deshimaru Roshi riporta in “Zen e Arti Marziali” un’interpretazione simile per “Budo” e cioè “La Via del fermare la Lancia”. In tutte queste interpretazioni occorre notare due aspetti. Il primo è che gli ideogrammi, essendo in fondo stilizzazioni di pittogrammi si prestano a interpretazioni anche molto diverse. Il secondo è che la spiegazione di “Budo” come “Via del fermare la Lancia/Spada” ci pare una interpretazione sorta con l'intento di dare una definizione elevata del combattere. Si tratta infatti di ambienti con retroterra religioso, Shinto o Buddista che sia.


Budo e Waraku

L’immagine che viene alla mente di molte persone quando viene pronunciata la parola “Budo” è qualche tipo di tecnica di combattimento. Qualcuno, con un allenamento fisico estremo, sviluppa un corpo robusto e un forte spirito. Per molta gente il Budo implica tecniche di combattimento o al massimo di difesa personale, con l’idea di sconfiggere un avversario. La traduzione comune della parola giapponese Budo è arte marziale, ma questa traduzione fu effettuata dopo che anche il significato in giapponese della parola Budo era cambiato. Mentre il Budo può essere una forma d’arte, non necessariamente è marziale. In realtà le sue origini non provengono solo dalla pratica e dall’allenamento militare. È solo più tardi nella storia del Budo che si cominciò a guardare principalmente ad esso come una tecnica di combattimento. Prima di ciò il Budo era considerato un tipo di pratica religiosa, sviluppatosi sia all’interno che all’esterno della religione Shinto. Il Budo utilizza il corpo fisico come un mezzo per diventare più vicini a Dio, all’universo, o qualunque cosa sia considerato un ideale per un individuo. Chi pratica il Budo (chiamato Budoka) apprende una filosofia e una logica e usa il corpo fisico per studiare, sperimentare e applicare pienamente quella filosofia. Il Budo dovrebbe essere qualcosa che ciascuno può, non solo studiare, ma anche praticare fisicamente e in maniera sempre migliore poiché, se non si può fare questo, qualunque logica o filosofia risultano incomplete. Chi pratica il Budo cerca di migliorare se stesso e di aiutare anche gli altri a migliorarsi. Nelle “arti marziali” o nelle moderne tecniche di combattimento, la forza è sviluppata dall’esterno verso l’interno. Nel Budo, la forza e l’energia che vengono sviluppate, vanno dall’interno verso l’esterno. Forza ed energia partono dal centro del corpo (pelvi, bassa schiena, basso addome) che costituisce il nucleo dal quale l’energia può fluire. C’è anche un potere o un’energia spirituale che si ritiene esistere nel centro del corpo e focalizzandosi su quella parte del corpo, questa energia spirituale è risvegliata. Risvegliando in primo luogo questa energia, il corpo può quindi sviluppare partendo dall’interno e dal centro forza ed energia, che bilanciano e rafforzano il resto del corpo. Questo sviluppo non è solamente fisico, è anche mentale ed emozionale, poiché il bilanciamento e l’energia connettono tutte le parti della persona.

Il Waraku è un tipo di Budo giapponese sviluppato dal Maestro Hiramasa Maeda, basato su molte tecniche e filosofie da egli studiate. Il Maestro Maeda iniziò a studiare il Budo da adolescente. Cominciò con il Karate a contatto pieno quando frequentava le scuole superiori. Fu un allievo brillante, si allenò molto duramente e imparò con grande velocità. Alla fine delle scuole superiori aveva già iniziato ad insegnare e competere, ma numerosi avvenimenti nella sua vita gli fecero sentire che c’era qualcosa in più da ricercare. Nel 1980 scoprì e iniziò a studiare il Kotodama tsurugi presso la sede di Kameoka in Giappone della Oomoto, una scuola della religione Shinto. Dal Kotodama tsurugi, il Maestro Maeda iniziò a sviluppare le sue proprie tecniche e filosofie che sono divenute il Waraku. Nel 2000 il Waraku ha iniziato a essere diffuso in Giappone in diverse sedi il cui numero continua a crescere.