UN NUOVO PARADIGMA: GENGO SHIATSU – IL LINGUAGGIO DELLA PRESSIONE® 


È l’esperienza di decine di migliaia di trattamenti la base dalla quale nasce questo nuovo stile. Un nuovo e rivoluzionario (non si affida alla tradizione orientale né alla scienza occidentale) paradigma concettuale di riferimento per lo Shiatsu. 

 

Nello stile Namikoshi il modello di riferimento è quello anatomo-fisiologico. 

 

Nello Shiatsu di Masunaga ed in quello MTC il modello teorico utilizzato è quello basato sul concetto di Qi. 

 

Nel Gengo Shiatsu – Il Linguaggio della Pressione® si utilizza un modello del tutto nuovo basato su una visione direttamente derivata dall’esperienza del trattamento, senza prendere a prestito teorie da altri contesti. 

 

Lo studio anatomico scientifico e la Medicina Tradizionale Cinese erano infatti preesistenti allo Shiatsu. Partendo da una pratica empirica lo Shiatsu è andato sviluppandosi in seguito attraverso modelli teorici che giustificavano cause ed effetti della pressione e che operavano le scelte di intervento tramite osservazioni e ragionamenti già strutturati in ambiti differenti. 

 

Namikoshi spiega gli effetti della pressione attraverso la risposta nervosa. 

 

Masunaga nella sua opera innovatrice “addomestica” la MTC ai fini dello Shiatsu (che non è agopuntura) ma la pone comunque alla base del suo stile e ne utilizza anche il linguaggio. Spiega gli effetti della pressione attraverso la risposta energetica. 

 

Nel Gengo Shiatsu (gen = originale, primitivo; go = linguaggio) si cerca di andare alla radice del gesto, individuando un modello proprio, un linguaggio originale, espressamente pensato per lo shiatsu e non preso a prestito dalla MTC o dalla psicologia o dalla fisiologia. Il linguaggio della pressione. 

 

Uno Shiatsu senza meridiani, senza aree di diagnosi, senza zone riflesse, senza mappe (!). Uno Shiatsu basato sulla risposta complessiva del corpo-mente. Ovvero invece di focalizzarsi su uno dei tanti livelli che formano l’essere umano (fisico, emotivo, psichico, energetico, etc.) si mantiene sempre l’attenzione sull’insieme. 

 

Giorcelli ha coniato una metafora per illustrare questo concetto. La metafora del cubo di Rubik. 

 

L’essere umano è come un cubo di Rubik, tante facce formate a loro volta da altre facce più piccole, tutte colorate. Quando siamo in equilibrio, in armonia con gli altri e con noi stessi, è come se tutte le facce colorate fossero al posto giusto. 

 

La malattia, il disagio, lo squilibrio sono rappresentate dal cubo con le facce in disordine. Ogni faccia rappresenta un piano dell’essere umano: avremo il piano fisico, quello mentale, quello emotivo, quello spirituale, quello energetico, etc. 

Ritrovare la salute è come mettere a posto il cubo, ovvero fare in modo che ogni piano del cubo sia uniformemente colorato. 

 

Ci sono due strategie per mettere a posto il cubo: 

 1 - si mette a posto una faccia alla volta, ma per procedere devo ogni volta fare e disfare 

 2 - si mettono a posto contemporaneamente e progressivamente tutte le facce (la strategia dei campioni) 

 

Ci sono due strategie per ritrovare la salute: 

1 - si cerca di risolvere il problema isolandolo dal contesto generale e si consultano uno alla volta i vari specialisti di riferimento (il dietologo, l’allenatore, il cardiologo, l’omeopata, lo psicologo, l’esperto di meridiani, il prete, etc.). Ognuno di essi avrà successo, ma tutte le volte che metto a posto un sintomo, un apparato, un piano di esistenza, o si scombinano gli altri o comunque non è detto che vadano a posto. 

 

2 - si cerca di mantenere l’attenzione sulla persona e non sulle malattie dei vari distretti, coordinando tra loro gli interventi. 

 


Anche nello Shiatsu possiamo: 

1 - operare sui meridiani, o sugli Organi, o sul sistema nervoso, o sul tessuto connettivo, o sugli aspetti psicosomatici 

 

2 - operare in modo da non dimenticarci della persona che stiamo premendo (non è una grande differenza lavorare sui meridiani invece che sui sintomi se perdiamo di vista a chi appartengono; non è diverso l’atteggiamento di chi chiama una persona “l’appendicite del letto N. 2” da quella che la identifica per “il kyo di milza”) 

Negli anni, attraverso una continua ricerca supportata da un'intensa pratica quotidiana, Giorcelli ha sviluppato un linguaggio nuovo, un modello unico, originale, che si pone alla radice del gesto shiatsu svincolandosi completamente dagli altri modelli e culture. 

 

Scoprirete una nuova libertà di espressione durante il vostro trattamento shiatsu. Libertà, creatività e soprattutto, risultati.


La ricerca è fondamentale in ogni settore della conoscenza. Dal tempo della prima formulazione del modello il Gengo Shiatsu si è sviluppato ed attualmente sono diversi i fronti della ricerca:

- il trattamento senza forma

     -     lo shiatsu a 4 mani (due torì contemporanei)

     -     l’utilizzo della musica nello shiatsu

     -     l’armonizzazione tra Shiatsu-terapia e Shiatsu-benessere

     -     l’integrazione dei modelli classici con il Gengo Shiatsu

     -     lo sviluppo di metodi di insegnamento per lo Shiatsu


Negli anni i seminari di Gengo Shiatsu hanno subito il positivo influsso di questo continuo processo evolutivo apportando nuove motivazioni per gli insegnanti e risultati per gli operatori.