Negli articoli precedenti abbiamo visto perché usare la musica durante un trattamento shiatsu può amplificarne gli effetti sia in positivo che in negativo. Dopo aver definito tutti i pericoli e le necessarie avvertenze è finalmente arrivato il momento per tuffarci nella strategia esecutiva di un trattamento con la musica (per quanto possibile attraverso le parole e senza un futon ed uno stereo a disposizione). Buona immersione.

Al cinema non ho mai amato il genere horror che ho sempre evitato. Beh non proprio sempre. Non mi piace essere spaventato da urli improvvisi e immagini scabrose, da mostri, torture e dannazioni varie, ma la curiosità è più forte di qualsiasi paura. Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. E così qualche film horror me lo sono sorbito pure io. Cercando di non cedere all’effetto che tutti i registi e gli scrittori conoscono bene, la sospensione dell’incredulità, che ci fa identificare con i personaggi del film o del romanzo grazie alla nostra innata empatia ed alla tendenza a cadere in una specie di ipnosi (sonno della consapevolezza) guardavo questi film sempre con un certo distacco, mantenendo una certa presenza “di sicurezza”. E così ad un certo punto ho fatto anche degli esperimenti ed ho scoperto che se si guarda un film del terrore senza audio il potenziale emotivo viene completamente disinnescato. A volte il film diventa addirittura comico. Il potere della colonna sonora!
Questo fenomeno è dovuto per gran parte ad una questione atavica che riguarda le nostre paure più radicate che non sono quella del giudizio degli altri, di affogare, dei serpenti, dei ragni o quella di non riuscire ad avere successo nella vita (benché molto diffuse). Le due paure che tutti quanti condividiamo per nascita sono quella di cadere da luoghi alti e quella dei rumori forti ed improvvisi. Non è questo lo spazio per discutere sul perché di questo fatto ma a noi basti ricordare quanto i suoni siano importanti per la nostra psiche.
Dove a volte non arriva la bravura degli attori arriva quella della musica. Non è un caso che gli oscar vengano dati anche agli autori delle colonne sonore.
Continuando gli esperimenti potremmo immaginare di mettere una colonna sonora rabbiosa sullo sfondo di un film comico, usare la musica meditativa per accompagnare una commedia od un film d’azione. Si percepirebbe subito una dissonanza, una incoerenza che impedirebbero di apprezzare sia il film che la musica anche se entrambi di ottima qualità.

COERENZA
Buttiamoci improvvisamente sul futon e rendiamoci conto che questo è infatti il primo e più importante elemento strategico da seguire per utilizzare con successo la musica durante un trattamento shiatsu.
Manovre shiatsu e colonna sonora devono essere coerenti, devono indurre emozioni, sensazioni, visualizzazioni della stessa natura.
Questo richiede una piena consapevolezza di cosa induca un certo genere di tocco, di pressione, di manovra, di (attenzione a questo dettaglio) sequenza di manovre.
Idem per la musica. Si deve avere una certa consapevolezza di quale stato d’animo induca un certo disco, un certo brano, un certo autore.
Se sia per lo shiatsu che per la musica possiamo avere da subito un discreto margine di certezza, per altri versi è solo la reciproca conoscenza tra tori ed uke che ci può dare maggiori garanzie.
Non per tutti un trattamento leggero è rilassante, per alcuni è irritante o insulso. Non per tutti raggiungere il limite piacere-dolore è gratificante, per alcuni è sinonimo di violenza. E per ciò che concerne la musica i gusti sono gusti, anche se possiamo ragionevolmente collocare i vari generi musicali in ambiti ben precisi, concedendoci dei margini nell’interpretazione.
Aggiungiamo ancora un dettaglio: non si può mettere la musica a priori, la scelta dipende dal tipo di istanze che uke mi sottopone. Mi sta chiedendo un trattamento per avere sollievo da dolori fisici, psicologici, da stanchezze o per godersi il piacere del tocco e raggiungere stati profondi di auto-percezione, meditativi?
Si tratterà di integrare quindi la nostra abituale strategia shiatsu con quella musicale.

Faccio un esempio: se dopo la diagnosi di hara decido di trattare Polmone in tonificazione e Fegato in sedazione che musica metterò? Prima farò la diagnosi su hara poi interromperò il trattamento staccandomi da uke e andando a scegliere il giusto cd negli scaffali, lo metterò nello stereo e poi mi inginocchierò di nuovo accanto a uke riprendendo il trattamento? E come sceglierò la musica? In base alla combinazione dei meridiani che devo trattare?
Evidentemente non è possibile usare questo tipo di approccio.
Così come altrettanto evidentemente non è questa la sede per una trattazione completa dell’argomento. Posso però affermare che si dovrà stabilire comunque prima di iniziare il trattamento quale musica mettere in base alla scelta non del COSA FARE ma del COME PREMERE. Indipendentemente dalla diagnosi energetica che mi farà scegliere meridiani, zone, tsubo e opzioni di tonificazione e sedazione, io dovrò sapere già prima il COME, ovvero se sarò morbido, dolce, aggressivo, invadente, asettico, rabbioso, statico, impalpabile, etc. nel mio procedere durante il trattamento. E la musica dovrà essere la giusta colonna sonora per un trattamento morbido o dolce o aggressivo etc.

CONNESSIONE
All’interno di un trattamento di shiatsu e musica, dove manovre e musica sono chiaramente coerenti e sinergiche si può ancora fare di più. Anzi, solo se riuscirete in alcuni momenti durante il trattamento a far sentire la musica addosso ad uke, avrete realizzato appieno il potenziale. Non solo muoversi all’interno di un’atmosfera coerente di musica e manovre. Far proprio sentire la connessione tra la manovra che state eseguendo e la musica che sta scorrendo. Qui diventa veramente difficile sia la mia spiegazione a parole che l’esecuzione reale durante un trattamento.
L’esempio più banale è quello di iniziare a fare delle percussioni sulla schiena quando arriva un brano molto ritmico (attenzione ad andare a ritmo però!).
In questo caso la percezione della connessione da parte di uke è ovvia ed è basata sul ritmo. Ma questo non è propriamente shiatsu, le percussioni non sono pressioni perpendicolari mantenute. Le percussioni si utilizzano certo, ma sono manovre sinergiche come tante altre che siamo abituati a fare quali strofinamenti, impastamenti e massaggi.

Ci sono altri tipi di connessione basati su melodia, armonia, timbro e orchestrazione.

Spiegarvi però a parole come far sentire la connessione tra questi elementi musicali e le manovre di pressione shiatsu va oltre le mie capacità. Perdonatemi.
Posso solo dirvi che è possibile e che per me questa realizzazione rappresenta il vertice più alto delle difficoltà tecniche della nostra arte.

La sfida, il traguardo dell’improvvisazione.
Che il dio Pan sia con Voi,
Daniele Arnaldo Giorcelli